Brasile: Il disboscamento dell’Amazzonia e delle altre foreste pluviali è a norma di legge.

LA CAMERA DEI DEPUTATI BRASILIANA MODIFICA IL CODICE FORESTALE E PERMETTE IL DISBOSCAMENTO AI GRANDI PRODUTTORI AGRICOLI

 

(Da “Uol.com.br” 29/05/2019; traduzione: Intersecta)

 

Con 243 voti contro 19, la Camera dei deputati ha approvato oggi un progetto di legge che, con 35 emendamenti, permette il disboscamento di 5 milioni di ettari nel Paese. La flessibilizzazione prevista può ritardare il rimboschimento di 4 milioni di ettari. La somma delle regioni deforestate equivale al territorio del Portogallo.

Si tratta della misura provvisoria 867, pubblicata alla fine della presidenza di Michele Temer (MDB), che propone di estendere fino al 31 dicembre 2020 la scadenza per l’adesione dei produttori dell’area rurale al Codice Forestale.

Il testo, intanto, è passato alla Commissione Speciale Mista all’inizio di quest’anno ed è stato trasformato nel Progetto di Legge di Conservazione numero 9/2019. Per l’occasione, deputati e senatori hanno incluso 35 emendamenti – sei pagine che, secondo gli ambientalisti “sfigurano il Codice Forestale”.

La votazione è cominciata nella notte di ieri con il tentativo dell’opposizione di impedire che il progetto fosse votato, perché il provvedimento sarebbe caduto se non fosse stato approvato entro il 3 giugno. L’ostruzionismo non ha avuto successo e la votazione è stata fissata per oggi. La discussione è andata avanti tutto il giorno finché, alle 17, il testo è stato approvato dalla maggioranza.

La plenaria, dunque, ha dibattito una proposta del Partito Socialista che pretendeva di escludere dal testo la disposizione che accresceva l’area che si può non considerare più riserva protetta. I membri della maggioranza di governo hanno vinto di nuovo: 252 voti contro79 . Il testo adesso passa al Senato.

L’opposizione ha dichiarato durante la plenaria che l’approvazione del testo avrebbe compromesso il Codice Forestale a vantaggio dei pochi e grandi produttori dell’area rurale. Lo studio del Comitato Tecnico dell’Osservatorio del Codice Forestale, organizzazione civile formata da 28 istituzioni, indica che i 9 milioni di ettari perduti a causa degli emendamenti sono distribuiti in 147, 906 immobili.

“È una concentrazione di terra molto grande”, dice l’avvocata e segretaria esecutiva dell’Osservatorio, Roberta del Giudice. “È un abuso effettuare una modifica che riguarda tutto il settore per favorire 147 mila immobili in tutto il Brasile”

9 MILIONI DI ETTARI

Arrivati ai 9 milioni di ettari, il Comitato Tecnico dell’Osservatorio del Codice Forestale ha valutato la situazione delle riserve protette in Brasile. Il gruppo ha incrociato i dati sulla vegetazione locale fotografata dal satellite con la rete fondiaria brasiliana. In tutto sono stati analizzati 3,5 milioni di immobili e una area di 364.1 milioni di ettari.

Gli specialisti hanno trovato irregolarità in 147,906 immobili con assenza di vegetazione locale per 9044122 ettari. Questo deficit è concentrato nel centro-ovest (in 3.8 milioni di ettari), seguito dal nord(1.7 milioni) e il sud-est (1,6 milioni). Fra gli Stati, il disboscamento è maggiore nel Mato Grosso, Parà e San Paolo, principalmente in zona di espansione agricola.

COME HA FATTO IL PROGETTO AD AMMETTERE IL DISBOSCAMENTO?

L’emendamento più importante ha modificato l’articolo 68 del codice, permettendo il disboscamento di 5 milioni di ettari. L’articolo diceva che la riserva protetta di ciascuna proprietà agricola avrebbe dovuto rispettare la legislazione legale in vigore all’epoca in cui l’immobile rurale era stato creato

“Se hai disboscato per creare una azienda agricola nel 1970, valgono i limiti stabiliti dalla legge dell’epoca,  non il Nuovo Codice Forestale “, spiega il professore della scuola superiore di agricoltura Luiz de Queiroz, Gerd Sparvek, uno dei responsabili della mappatura per l’Osservatorio.

Responsabile della modifica del testo originale, Sergio Souza, dice che il codice non stabilisce quale sia la legge dell’epoca per ciascuno dei biomi “Il legislatore , in quel momento intendeva dire che era chiarissimo quale fosse la legge vigente all’epoca: il codice del 1965 per la foresta Atlantica, la legge del 1989 per il Cerrado e quella del 2000 per l’Amazzonia.

“Vogliono fare revisionismo” dice Roberta del Giudie. La avvocata dice che il codice del 1965 proteggeva già ogni tipo di vegetazione. “Il testo diceva che il termine ‘forestale’ non significa solo foresta fitta” dice “ Abbiamo già sentenze al riguardo. Prima della approvazione del Nuovo Codice, l’allora ministro Luiz Fux ha riconosciuto che anche i territori coperti da vegetazione bassa erano protetti nel 1965”

“È una analisi molto rozza e a loro favore. La divisione dei biomi in base al nome è sorta soltanto nel 1989, ma la terra occupata da bassi arbusti era già da tempo riconosciuto come parte delle nostre foreste” dice Roberta del Giudie.

“Con questa modifica, su tutta la deforestazione nei territori con vegetazione bassa tra il 1965 e 1989, equivalente a 5 milioni di ettari, sarà fatta una sanatoria. Non si dovrà provvedere a risanarlo” dice Gerd dell’università di San Paolo. “Ma, se la tutela parte da 1965, la tutela si abbassa di 1,5 milioni di ettari”.

4 MILIONI DI ETTARI SONO A RISCHIO

Mentre l’emendamento all’articolo 68 libera gli agricoltori dall’obbligo di rimboschimento nelle proprie proprietà, altri emendamenti permettono che 4 milioni di ettari siano a rischio di incorrere nel medesimo destino.

André Guimareas, direttore esecutivo dell’istituto di ricerca ambientale dell’Amazzonia (Ipam) spiega che alcuni emendamenti rinviano la scadenza entro cui i proprietari terrieri dovranno aderire al codice. “Questa scadenza è già stata rinviata quattro volte, creando incertezza giuridica per quanto riguarda l’agro business. Il codice reso più fragile rende più difficile il nostro inserimento nel mercato internazionale.

Roberta spiega che le alterazioni non stabiliscono una scadenza per adeguarsi

“Il produttore sarà obbligato soltanto a ripristinare il bioma dopo una notifica dello Stato. Se da qui a 20 anni un ente federale dovesse procedere a una identificazione e procedere a una notifica, il produttore avrebbe un ulteriore anno per adeguarsi alla normativa. Con Stati in bancarotta e organi di controllo ambientale senza budget, pensi che queste notifiche avverranno?”

Lucas Lacaz Ruiz/Fotoarena/Folhapress

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