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La pseudoscienza, ultimo rifugio delle radfem italiane.

La pseudoscienza, ultimo rifugio delle radfem italiane.

Ideologia, non biologia

di GiuRo con la collaborazione di Brie Morbien, per Intersecta 

(in foto: una farfalla con un’ala maschile e una femminile)

Sarebbe inutile cercare di negare un fatto purtroppo abbastanza evidente: oggi quelle che si definiscono femministe radicali (le femministe escludenti in pratica) sono egemoni all’interno dell’eterogenea galassia femminista. Ciò non avviene affatto per la validità delle loro argomentazioni (che, anzi, sono molto facili da smontare e che, il più delle volte, non sono affatto argomentazioni ma prese di posizione moralistiche e di opportunismo carrieristico) ma per l’aggressività di chi si riconosce sotto quella bandiera e per le strategie da politica democristiana. In pratica, le sedicenti femministe radicali sono in numero esiguo rispetto alle femministe intersezionali, ma possono contare su importanti agganci politici (arrivano a considerare una di loro l’ex ministra antiabortista Lorenzin) e amicizie nei maggiori partiti politici (in primo luogo il PD) e nei maggiori quotidiani del paese, il che consente loro di dare una visione distorta della reale proporzione delle forze in campo e una visibilità tanto spiccata da essere, purtroppo, spesso il primo “femminismo”in cui ci si imbatta e da cui, il più delle volte, si fugge.

Faremo qui un esempio della totale inconsistenza delle loro argomentazioni, basate su pseudoscienza, riservandoci magari altri esempi per futuri articoli. Una delle posizioni più caratterizzanti dell’ideologia delle sedicenti radfem è lo stigma e la persecuzione di sex workers e persone trans (con annessa la totale obliterazione dell’esistenza delle persone intersex). Se le sex workers vengono sempre e d’autorità ricondotte all’interno di un quadro vittimizzante e, di fatto, vengono trattate come persone affette da un qualche problema psichiatrico serio che le priverebbe della facoltà di intendere e di volere (col beneficio di caricare se stesse in quanto radfem di una autorità quasi sacerdotale di discernere tra il bene e il male), le persone trans vengono ricondotte all’interno di un immaginario cospirazionista in cui il maschio introdurrebbe suoi agenti per sabotare il femminismo e impossessarsi del corpo della donna. Questa visione, settaria e di odio nei confronti delle persone trans, cerca di legittimarsi ricorrendo alla pseudoscienza, in particolare alla pseudobiologia. Si parla di donna biologica, si dice che la distinzione si fonderebbe sulla natura (esattamente come i cattolici parlano di famiglia naturale per quella formata da persone eterosessuali) e viene tirata in ballo come prova inoppugnabile l’esistenza dei cromosomi xx o xy. Qualunque biologo riderebbe di simili distorsioni. La biologia non è un sistema normativo e prescrittivo che dica “la presenza dei cromosomi xx è donna; xy è uomo”; la biologia non si occupa affatto di questo. Se la biologia partisse da assunti di fondo per poi arrivare a delle dimostrazioni, non sarebbe una scienza che studia la realtà ,ma una religione che vuole dimostrare l’esistenza di dio. La biologia è la scienza che studia la vita nei suoi processi chimici e fisici; la biologia studia dunque i cromosomi, il loro funzionamento, ma il dire “xx è femmina” non è biologia; è forzare la biologia a fornire definizioni di genere necessarie per la cultura patriarcale e per la definizione dei ruoli tradizionali.

Se le sedicenti femministe radicali avessero la decenza di studiare un pochino gli argomenti di cui farneticano scoprirebbero che, ad esempio, esistono molte persone intersex che hanno un corredo cromosomico xy, che hanno una produzione di androgeni assimilabile a quella considerata tipica maschile (anche se noi animali umani produciamo tutt* estrogeni e androgeni in quantità variabile), ma il cui corpo non sa impiegare tali ormoni; la sigla identificativa di questa variante è AIS/ CAIS*, e queste persone hanno uno sviluppo fisico associabile a quelle che definiamo donne perché, tramite il processo naturale dell’aromatizzazione, gli androgeni vengono convertiti in estrogeni, e non c’è nulla che differenzi apparentemente questi soggetti dalle altre donne. Esistono poi casi, neppure così rari, di chimerismo**. Questo fenomeno è ancora poco noto in quanto l’endocrinologia è una scienza giovane, ma è un fatto assodato che sta in qualche modo rivoluzionando la biologia. Si scopre con sempre maggiore frequenza che un individuo è dotato di due o più dna. Ciò avviene perché in una prima fase della gravidanza due o più ovuli fecondati vengono a contatto e si fondono formando un corpo solo perfettamente in salute. Gli individui possono essere dello stesso sesso ma anche di sesso differente e, così, ci troviamo davanti a persone con un braccio xx e l’altro xy. E se si sta pensando che questi siano casi sporadici, spiace deludere: attualmente non esistono studi sulla popolazione tanto estesi che permettano di parlare di percentuali. Peggio (dal punto di vista delle femministe escludenti) : alcuni nuovi dati sembrerebbero mostrare che, specie nella donna, la capacità di “ibridarsi” e il chimerismo siano molto molto diffusi ed elevati. Studi sul cervello di donne decedute hanno dimostrato una enorme (maggioritaria) presenza di cellule con cromosomi xy nel loro cervello. È risultato che, durante la gestazione, la comunicazione tra adulto e feto non sarebbe univoca e che cellule staminali del feto entrerebbe in circolo nel corpo femminile; in seguito, queste cellule xy vengono impiegate dal corpo dell’adulta anche per creare tessuti. E queste due varianti appena citate non sono che una stilla del grande spettro di possibilità evolutive degli esseri umani; si stima che le varianti intersex siano superiori alle 40, ed è un numero destinato a salire. Dunque, se volessimo seguire le conclusioni pseudoscientifiche delle sedicenti femministe radicali, dovremmo fare delle analisi a tappeto sulle donne che fanno parte della loro cerchia. In un delirio eugenetico, dovremmo iniziare ad escludere uomini etero, donne trans, intersex. E chissà che, affrontando queste purghe, non siano colpite anche le ispiratrice di questa nuova ideologia della purezza della razza. Prafrasando le fondatrici del femminismo, donne non si nasce ma ci si autodetermina, e non esiste scienza che possa legittimare un determinismo pseudobiologico. Nessuno ha il diritto di affermare “decido io chi è ebreo e chi no”

Fonti:

*AIS/CAIS; Emily Elizabeth [InterAct] https://youtu.be/5vDVUPjBJiM

**Chimerismo; Dr Emily Zarka

References:

  • ABC News. (2006, August 15). She’s her own twin. Retrieved from https://abcnews.go.com/Primetime/shes-twin/story?id=2315693
  • Arcabascio, C. (2007). Chimeras: double the DNA-double the fun for crime scene investigators, prosecutors, and defense attorneys. Akron L. Rev.40, 435. Available at: https://ideaexchange.uakron.edu/akronlawreview/vol40/iss3/1
  • Chan, W. F. N., Gurnot, C., Montine, T.J., Sonnen, J.A., Guthrie, K.A., and Nelson, J.L. (2012). Male microchimerism in the human female brain. PLOS One 7:e45592. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0045592
  • Fordham, A.J. (1967). Dwarf conifers from witches’-​brooms. Arnoldia 27(4-5):29–50.
  • Gartler, S.M., Waxman, S.H., and Giblett, E. (1962). An XX/XY human hermaphrodite resulting from double fertilization. PNAS 48:332-5.
  • Gould, S.J. (2006) Intelligenza e pregiudizio: contro i fondamenti scientifici del razzismo; traduzione di Alberto Zan. Milano, il Saggiatore.
  • Lee, J.W. and Chung, H.Y. (2018). Capillary malformations (portwine stains) of the head and neck: natural history, investigations, laser, and surgical management. Otolaryngol Clin N Am 51: 197–211. https://doi.org/10.1016/j.otc.2017.09.004
  • Murgia, C., Pritchard, J.K., Kim, S.Y., Fassati, A., and Weiss, R.A. (2006). Clonal origin and evolution of a transmissible cancer. Cell 126(3):477–87. https://doi.org/10.1016/j.cell.2006.05.051
  • Strakova, A., et al. (2016). Mitochondrial genetic diversity, selection and recombination in a canine transmissible cancer. eLife 5:e14552. https://doi.org/10.7554/eLife.14552
  • Yizhak, K. (2019). RNA sequence analysis reveals macroscopic somatic clonal expansion across normal tissues. Science 364(6444) https://doi.org/10.1126/science.aaw0726
  • Zimmer, C. (2018). She has her mother’s laugh: The powers, perversions, and potential of heredity. New York: Dutton. ]
Risultati immagini per farfalla ermafrodita

(in foto: una farfalla con un’ala maschile e una femminile)

Sarebbe inutile cercare di negare un fatto purtroppo abbastanza evidente: oggi quelle che si definiscono femministe radicali (le femministe escludenti in pratica) sono egemoni all’interno dell’eterogenea galassia femminista. Ciò non avviene affatto per la validità delle loro argomentazioni (che, anzi, sono molto facili da smontare e che, il più delle volte, non sono affatto argomentazioni ma prese di posizione moralistiche e di opportunismo carrieristico) ma per l’aggressività di chi si riconosce sotto quella bandiera e per le strategie da politica democristiana. In pratica, le sedicenti femministe radicali sono in numero esiguo rispetto alle femministe intersezionali, ma possono contare su importanti agganci politici (arrivano a considerare una di loro l’ex ministra antiabortista Lorenzin) e amicizie nei maggiori partiti politici (in primo luogo il PD) e nei maggiori quotidiani del paese, il che consente loro di dare una visione distorta della reale proporzione delle forze in campo e una visibilità tanto spiccata da essere, purtroppo, spesso il primo “femminismo”in cui ci si imbatta e da cui, il più delle volte, si fugge.

Faremo qui un esempio della totale inconsistenza delle loro argomentazioni, basate su pseudoscienza, riservandoci magari altri esempi per futuri articoli. Una delle posizioni più caratterizzanti dell’ideologia delle sedicenti radfem è lo stigma e la persecuzione di sex workers e persone trans (con annessa la totale obliterazione dell’esistenza delle persone intersex). Se le sex workers vengono sempre e d’autorità ricondotte all’interno di un quadro vittimizzante e, di fatto, vengono trattate come persone affette da un qualche problema psichiatrico serio che le priverebbe della facoltà di intendere e di volere (col beneficio di caricare se stesse in quanto radfem di una autorità quasi sacerdotale di discernere tra il bene e il male), le persone trans vengono ricondotte all’interno di un immaginario cospirazionista in cui il maschio introdurrebbe suoi agenti per sabotare il femminismo e impossessarsi del corpo della donna. Questa visione, settaria e di odio nei confronti delle persone trans, cerca di legittimarsi ricorrendo alla pseudoscienza, in particolare alla pseudobiologia. Si parla di donna biologica, si dice che la distinzione si fonderebbe sulla natura (esattamente come i cattolici parlano di famiglia naturale per quella formata da persone eterosessuali) e viene tirata in ballo come prova inoppugnabile l’esistenza dei cromosomi xx o xy. Qualunque biologo riderebbe di simili distorsioni. La biologia non è un sistema normativo e prescrittivo che dica “la presenza dei cromosomi xx è donna; xy è uomo”; la biologia non si occupa affatto di questo. Se la biologia partisse da assunti di fondo per poi arrivare a delle dimostrazioni, non sarebbe una scienza che studia la realtà ,ma una religione che vuole dimostrare l’esistenza di dio. La biologia è la scienza che studia la vita nei suoi processi chimici e fisici; la biologia studia dunque i cromosomi, il loro funzionamento, ma il dire “xx è femmina” non è biologia; è forzare la biologia a fornire definizioni di genere necessarie per la cultura patriarcale e per la definizione dei ruoli tradizionali.

Se le sedicenti femministe radicali avessero la decenza di studiare un pochino gli argomenti di cui farneticano scoprirebbero che, ad esempio, esistono molte persone intersex che hanno un corredo cromosomico xy, che hanno una produzione di androgeni assimilabile a quella considerata tipica maschile (anche se noi animali umani produciamo tutt* estrogeni e androgeni in quantità variabile), ma il cui corpo non sa impiegare tali ormoni; la sigla identificativa di questa variante è AIS/ CAIS*, e queste persone hanno uno sviluppo fisico associabile a quelle che definiamo donne perché, tramite il processo naturale dell’aromatizzazione, gli androgeni vengono convertiti in estrogeni, e non c’è nulla che differenzi apparentemente questi soggetti dalle altre donne. Esistono poi casi, neppure così rari, di chimerismo**. Questo fenomeno è ancora poco noto in quanto l’endocrinologia è una scienza giovane, ma è un fatto assodato che sta in qualche modo rivoluzionando la biologia. Si scopre con sempre maggiore frequenza che un individuo è dotato di due o più dna. Ciò avviene perché in una prima fase della gravidanza due o più ovuli fecondati vengono a contatto e si fondono formando un corpo solo perfettamente in salute. Gli individui possono essere dello stesso sesso ma anche di sesso differente e, così, ci troviamo davanti a persone con un braccio xx e l’altro xy. E se si sta pensando che questi siano casi sporadici, spiace deludere: attualmente non esistono studi sulla popolazione tanto estesi che permettano di parlare di percentuali. Peggio (dal punto di vista delle femministe escludenti) : alcuni nuovi dati sembrerebbero mostrare che, specie nella donna, la capacità di “ibridarsi” e il chimerismo siano molto molto diffusi ed elevati. Studi sul cervello di donne decedute hanno dimostrato una enorme (maggioritaria) presenza di cellule con cromosomi xy nel loro cervello. È risultato che, durante la gestazione, la comunicazione tra adulto e feto non sarebbe univoca e che cellule staminali del feto entrerebbe in circolo nel corpo femminile; in seguito, queste cellule xy vengono impiegate dal corpo dell’adulta anche per creare tessuti. E queste due varianti appena citate non sono che una stilla del grande spettro di possibilità evolutive degli esseri umani; si stima che le varianti intersex siano superiori alle 40, ed è un numero destinato a salire. Dunque, se volessimo seguire le conclusioni pseudoscientifiche delle sedicenti femministe radicali, dovremmo fare delle analisi a tappeto sulle donne che fanno parte della loro cerchia. In un delirio eugenetico, dovremmo iniziare ad escludere uomini etero, donne trans, intersex. E chissà che, affrontando queste purghe, non siano colpite anche le ispiratrice di questa nuova ideologia della purezza della razza. Prafrasando le fondatrici del femminismo, donne non si nasce ma ci si autodetermina, e non esiste scienza che possa legittimare un determinismo pseudobiologico. Nessuno ha il diritto di affermare “decido io chi è ebreo e chi no”

Fonti:

*AIS/CAIS; Emily Elizabeth [InterAct] https://youtu.be/5vDVUPjBJiM

**Chimerismo; Dr Emily Zarka

References:

  • ABC News. (2006, August 15). She’s her own twin. Retrieved from https://abcnews.go.com/Primetime/shes-twin/story?id=2315693
  • Arcabascio, C. (2007). Chimeras: double the DNA-double the fun for crime scene investigators, prosecutors, and defense attorneys. Akron L. Rev., 40, 435. Available at: https://ideaexchange.uakron.edu/akronlawreview/vol40/iss3/1
  • Chan, W. F. N., Gurnot, C., Montine, T.J., Sonnen, J.A., Guthrie, K.A., and Nelson, J.L. (2012). Male microchimerism in the human female brain. PLOS One 7:e45592. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0045592
  • Fordham, A.J. (1967). Dwarf conifers from witches’-​brooms. Arnoldia 27(4-5):29–50.
  • Gartler, S.M., Waxman, S.H., and Giblett, E. (1962). An XX/XY human hermaphrodite resulting from double fertilization. PNAS 48:332-5.
  • Gould, S.J. (2006) Intelligenza e pregiudizio: contro i fondamenti scientifici del razzismo; traduzione di Alberto Zan. Milano, il Saggiatore.
  • Lee, J.W. and Chung, H.Y. (2018). Capillary malformations (portwine stains) of the head and neck: natural history, investigations, laser, and surgical management. Otolaryngol Clin N Am 51: 197–211. https://doi.org/10.1016/j.otc.2017.09.004
  • Murgia, C., Pritchard, J.K., Kim, S.Y., Fassati, A., and Weiss, R.A. (2006). Clonal origin and evolution of a transmissible cancer. Cell 126(3):477–87. https://doi.org/10.1016/j.cell.2006.05.051
  • Strakova, A., et al. (2016). Mitochondrial genetic diversity, selection and recombination in a canine transmissible cancer. eLife 5:e14552. https://doi.org/10.7554/eLife.14552
  • Yizhak, K. (2019). RNA sequence analysis reveals macroscopic somatic clonal expansion across normal tissues. Science 364(6444) https://doi.org/10.1126/science.aaw0726
  • Zimmer, C. (2018). She has her mother’s laugh: The powers, perversions, and potential of heredity. New York: Dutton. ]

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