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L’assedio è violenza, non amore.

L’assedio è violenza, non amore.

Perché la retorica romantica non deve essere un alibi per comportamenti predatori.

di Jane Marple, per Intersecta

Quello di corteggiamento è un concetto che andrebbe discusso, perché dietro questo termine innocuo e universalmente accettato possono nascondersi le peggiori turpitudini. Per molte persone, in genere appartenenti al genere maschile ma per motivi storici e culturali, non biologici, corteggiamento significa:  Insisto, insisto con mille lusinghe finché non cedi alle mie pressioni. Ti confondo, ti bombardo di attenzioni e di premure. Ti tratto da principessa bambina, ti mostro tutti i prodotti più invitanti del mio campionario da venditore-imbonitore. Perché presumo che tu non sappia con certezza ciò che vuoi, chi vuoi, cosa non vuoi,chi non vuoi. L’assedio è una prassi cavalleresca, che si tratti di fortezze o di esseri umani poco importa. Devo arrivare ad ottenere ciò che voglio, da chi voglio. Perché dovrei ambire ad un consenso spontaneo, entusiasta, senza remore, quando vedo chi mi sta di fronte come un tassello del mio mosaico da conquistador anziché come una persona in grado di intendere e di volere me, libera da condizionamenti? Perché dovrei aspirare a relazioni interpersonali adulte, paritarie, senza fronzoli, basate sulla reciprocità, quando posso “averti”?

Il corteggiamento viene accostato alla caccia, vorrà pur dire qualcosa, no?

L’esercizio di potere rimane la forma più ambita di rapportarsi con le potenziali partner-prede. Solo che non è un rapporto. È una forma di abuso. Come qualsiasi altra forma di potere. Il femminismo ha insegnato che niente può essere equo a questo mondo se non proviene da una piena volontà di autodeterminazione. A cominciare dalle relazioni umane. Che dovrebbero essere basate sulla spontaneità, reciprocità, bilanciate in quanto a forza ed entusiasmo. Finché esisterà il concetto di persuasione, ossia il corteggiamento, quella forma di assoggettamento apparentemente gentile, nessuna società potrà mai definirsi libera. La domesticazione fondata sulla subornazione non è meno grave di quella ottenuta con la forza bruta.

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