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La trasformazione della Tasmania può insegnarci qualcosa?

La trasformazione della Tasmania può insegnarci qualcosa?

L’isola al sud dell’Australia, fino al 1997 considerava l’omosessualità un reato. Adesso è uno fra gli stati australiani più inclusivi. Come è stato possibile?

di Shalailah Medhora, pubblicato su abc.net 

Traduzione: Intersecta

Rodney Croome era uno studente universitario di storia alla fine degli anni ’80, un periodo in cui la Tasmania era un focolaio di omofobia.

“C’erano manifestazioni anti-gay in tutto lo stato, persone che chiedevano che venissimo uccisi, supportate da politici che chiedevano la reintroduzione della pena di morte per omosessualità o che chiedevano alla polizia di spazzarci via”.

Sì, perché all’epoca il sesso tra due uomini consenzienti era illegale in Tasmania e Rodney pensava che non fosse giusto.

“Ho fatto coming out nel 1987, e al primo incontro della comunità gay a cui sono stato sono stato avvisato di non usare il mio cognome quando parlavo con qualcuno, nel caso in cui ci fossero informatori della polizia lì, e di essere preparato alla evenienza che la polizia potesse essere appostata fuori per prendere i numeri di immatricolazione delle auto delle persone partecipanti all’incontro, per aggiungere dei nomi alla lista di omosessuali noti”

Rodney inizia una campagna contro l’omofobia. Nel 1988, allestisce un banchetto al mercato di Hobart, capitale dello stato, e raccoglie firme per una petizione da  inviare al governo della Tasmania per la  modifica delle leggi discriminanti.

“Il Consiglio comunale di Hobart era così arrabbiato che  ha fatto venire la polizia ad arrestarci tutti tutti”.

“Per sette sabati di seguito, 130 persone sono state arrestate mentre difendevano quel banchetto, in quello che è stato il più grande atto di disobbedienza civile per i diritti dei gay nella storia australiana”, ricorda.

Rodney è arrestato quattro volte.

“Sono stato tenuto alla stazione di polizia per quattro sabati, a volte per molte ore di fila. Non avevo idea di quanto tempo sarei rimasto lì, ti tolgono i lacci delle scarpe e la cintura, ovviamente con lo scopo di intimidire, e devo dire che intimidiva”.

Ma ciò non ha impedito a Rodney e ad atr* militant* di attivarsi per il cambiamento.

“Per far cambiare le leggi, abbiamo dovuto portare il nostro caso alle Nazioni Unite … per far sì che scoprissero che le nostre leggi erano una violazione degli standard internazionali sui diritti umani, e ci siamo riuscit*. E poi ci siamo rivolti al governo federale per far approvare una legge che fosse incompatibile con la legge della Tasmania. E poi all’Alta Corte, affinché dichiarasse illegittima la legge della Tasmania. E ci siamo riusciti*”.

Alla fine, nel 1997, la Tasmania rende legali le relazioni gay.

Rodney ha continuato a lottare per la comunità LGBTIQA+ e nel 2015 i suoi sforzi sono stati riconosciuti dallo stato. È stato nominato “Tasmaniano dell’anno”, ed è stato in corsa per il premio “Australiano dell’anno”.

Ma quando l’Australia ha lanciato, nel 1917, un referendum postale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, Rodney ha temuto che il suo amato stato avesse ancora pregiudizi contro le persone gay e lesbiche.

“Sapevo che la Tasmania aveva fatto molta strada da quando abbiamo criminalizzato l’omosessualità fino al 1997, ma non sapevo esattamente a che punto fossimo”.

Ha avuto però una piacevole sorpresa, perché il 64% de* tasmanian* ha votato Sì al referendum.

“Il risultato dimostra che l* tasmanian* oggi sono fra le persone più inclusive e aperte del paese, e la Tasmania è il secondo stato australiano per numero di consensi alla proposta”.

“Questi risultati  hanno certificato la validità di tutto il duro lavoro che così tante persone hanno fatto negli ultimi 30 anni per cercare di trasformare l’Australia”.

Da quando il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato legalizzato, la Tasmania ha avuto 108 matrimoni omosessuali.

Ma come ha fatto la Tasmania dall’essere il posto peggiore per essere gay a diventare uno stato federato fra i più gay friendly?

Andrew Badcock, mental health advocate per la comunità LGBTIQA+, sostiene che questo dipende dall’accettazione da parte della collettività.

Avere più persone che si sentono al sicuro quando escono perché le leggi sono cambiate ha innescato un cambiamento anche nella mentalità comune.

“Significa che alcune persone che hanno vissuto il tempo delle discriminazioni stanno imparando molte cose, ad esprimersi diversamente, a pensare diversamente,  e iniziano a conoscere la cultura LGBTIQA+.”

Andrew ha affermato che il governo dello stato ha adottato politiche concertative per ottenere il contributo della comunità LGBTI sulle leggi che la riguardano e ha ascoltato le sue voci.

“La Tasmania non è perfetta, ma ha il pregio di saper portare a termine le cose, e chi non fa del suo meglio è ritenuto dagli altri responsabile dei problemi”.

Rodney ha affermato che molti politici del governo statale hanno imparato dalle difficoltà del passato e non vogliono che lo stato torni indietro.

“Molti dei nostri legislatori hanno vissuto quel periodo e hanno visto quali danni causa l’odio”.

Certo, le cose non sono ancora perfette in Tasmania per la comunità LGBTIQA+.

Sarah Livingston, 21 anni, ha creato il gruppo Queer Youth of Tasmania su Facebook per offrire ai giovani tasmaniani LGBTIQA+ una rete di supporto.

“Mi piacerebbe dire che le scuole sono più inclusicìve; mi piacerebbe dire che fare coming out con i genitori non è più assolutamente un pericolo. Mi piacerebbe poter dire che non abbiamo nemmeno bisogno di protestare per i diritti, che non siamo costrett* ad  accompagnare l* nostr* amic* trans alla toilette in modo che non siano deris* o peggio. Mi piacerebbe dirlo, ma ancora non posso: questo è il mio obiettivo finale. ”

Durante la campagna per il referendum postale del 2017, una giovane donna trans è stata aggredita in pieno giorno in un luogo pubblico.

L’attrice comica Chloe Black racconta che la comunità trans era particolarmente vulnerabile durante la campagna referendaria sul matrimonio omosessuale perché gran parte del dibattito era incentrato sulle questioni trans piuttosto che sul matrimonio omosessuale stesso.

Il fronte del No , visto che le persone omossessuali ora sembrano meno fragili, ha pensato di focalizzarsi sull’attacco alle persone transessuali e alle scuole inclusive: “Adesso mio figlio dovrà indossare la gonna a scuola?”

Ma nonostante ciò, Chloe pensa che la Tasmania sia un posto davvero fantastico in cui vivere.

La comunità trans sta trovando il modo di creare le proprie reti di supporto, anche per le persone nelle regioni più remote.

“Internet ha riunito molte persone nella comunità trans. C’è una vera fonte di sostegno, adesso, mentre prima di Internet si era da sol*”.

Rodney ha promesso di continuare a combattere per la comunità LGBTIQA+.

“Il fatto che la situazione sia molto migliorata, non significa che abbiamo finito, o che dobbiamo fingere di non vedere i problemi che rimangono.  C’è ancora discriminazione, c’è ancora odio e dobbiamo fare tutto il possibile per combatterlo”.

 

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