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L’applicazione del “modello nordico” in Francia peggiora la vita di chi vorrebbe “salvare”

L’applicazione del “modello nordico” in Francia peggiora la vita di chi vorrebbe”salvare”

Il rapporto che mostra il fallimento della legge sulla prostituzione.

Di  Dominique Simonnot, da “le Canard Enchainé”  Trad: Intersecta

Richiesto da Matignon (sede del governo francese) e terminato a Dicembre scorso, è appena stato reso pubblico un rapporto di valutazione della legge dell’Aprile 2016 che mira a colpire i clienti delle prostitute.

L’inchiesta, condotta da sei ispettori generali (agli Affari Sociali, alla Giustizia e all’Amministrazione), mostra crudelmente che la legge in esame non è servita a niente.

“Non ha impiegato mezzi sufficienti a raggiungere l’obiettivo minimo”, spiegano gli ispettori, che in 230 pagine e pur utilizzando un linguaggio forbito e neutrale, mettono in evidenza la totale indifferenza del potere politico.

I promulgatori della legge intendevano portare un colpo mortale alla prostituzione di strada e ala tratta. Cosa che non è assolutamente avvenuta. “la legge è stata considerevolmente frenata dall’assenza di volontà politica e dal disinteresse dei poteri pubblici”, e da una “mancanza di mezzi economici”. Solo chiacchiere.

Anzi, come era stato predetto da alcune associazioni e dal Sindacato del lavoro sessuale, la minaccia di pesanti sanzioni ai clienti, 1900 sanzioni del 2019 di cui la metà a Parigi, ha fatto sì “diminuire la prostituzione visibile”, ma solo per spostarla “verso zone più periferiche”, nascoste, isolate e propizie alle aggressioni.

Gli autori del rapporto segnalano l’aumento del peso di Internet sulla prostituzione, senza comuqnue stabilire un legame esplicito di causa effetto con la legge.

Per quanto riguarda i mezzi impiegati dal potere pubblico…

Solo 230 persone, a Giugno 2019, beneficiavano del “percorso di uscita dalla prostituzione” (sic.). Ovvio, vista la complessità delle pratiche per fare domanda e delle condizioni richieste per accedervi, a cominciare dall’interruzione netta del lavoro sessuale. Il tutto con in generosissimo aiuto di ben 330€ al mese…

Una vera corsa a ostacoli, la candidatura a questo percorso: la domanda è accettata o rifiutata in base alla presentazione o meno di un titolo di soggiorno, e secondo il giudizio insindacabile dei singoli dipartimenti.

Se la legge, come dicono gli ispettori, provoca  “delle contrattazioni al ribasso” sui prezzi (perché i clienti invocano come scusa i “rischi” che corrono), al tempo stesso suscita un inquietante aumento dei “rapporti non protetti”.

Ma l’aspetto più terribile che il testo normativo tralascia completamente un fenomeno “in rapida crescita”: la prostituzione di giovan*  student*, e soprattutto dei minori. Gli obiettivi più facili sono i bambini e i ragazzini ospiti delle case di accoglienza per l’infanzia, dove giovani prosseneti li individuano e li raclutano, per consegnarli a dei veri e propri mostri.

Nonostante questa efficacissima legge?

 

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