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Giustizia per Ka Randy.

Giustizia per Ka Randy.

Vita e morte di un sindacalista contadino nelle Filippine di Duterte.

a cura di Intersecta

“La BAYAN-Canada condanna l’omicidio spietato del militante pacifista e organizzatore contadino Randall Ka Randy Echanis e di  Louie Tagapia, un suo coinquilino. Chiediamo giustizia rapida per Ka Randye e per tutte le vittime di esecuzioni extragiudiziali”, si legge sul sito canadese dell’Alleanza delle organizzazioni progressiste filippine.

Il 10 agosto Ka Randy, che era sottoposto a cure mediche nella sua residenza di Quezon City, è stato brutalmente ucciso dalla polizia nazionale filippina o da uomini a essa collegati. Ka Randy era il segretario generale nazionale del Kilusang Magbubukid ng Pilipinas (Movimento contadino delle Filippine). Era noto per le sue battaglie per delle riforme sostanziali nel settore agricolo e per il suo impegno per attuare il Genuine Agrarian Reform Bill (una riforma agraria mai compiuta nel settore della coltivazione e vendita del riso)

“La morte di Ka Randy non è stata vana” continua il comunicato della Bayan, “e il suo omicidio lo ha reso solo un martire,  una linfa vitale nelle vene della società filippina. Era tutt’uno con i movimenti di base che ci ricordano costantemente l’importanza di collegare la rivoluzione agraria alle lotte antifasciste e antimperialiste. È caduto nelle mani delle forze statali perché ha intrapreso i passi fruttuosi per spingere verso una vera riforma agraria e un serio e  equo progetto di industrializzazione nazionale per rompere tutte le forme di sfruttamento, oppressione e violenza strutturale. Il nome di Ka Randy è ora nel pantheon degli innumerevoli difensori della terra e dei diritti che hanno dedicato la propria vita a perseguire una pace giusta e duratura nelle Filippine. La BAYAN-Canada onora la loro memoria continuando a lottare coraggiosamente per porre fine alla tirannia e al terrore del regime USA-Duterte e per far avanzare il movimento di massa per la democrazia nazionale con una prospettiva socialista”.

La polizia filippina ha tentato inizialmente di mascherare il movente politico del delitto, nonché il coinvolgimento di forze paramilitari (molto diffuse nel paese, e utilizzate dal presidente Duterte per la “lotta alla droga”; in pratica mercenari armati con licenza di uccidere e il compito di neutralizzare qualunque opposizione), dichiarando che non c’era stata effrazione, che le vittime avevano fatto entrare a casa i loro carnefici, e che il vero obiettivo fosse Louie Tagapia, che in passato ha avuto condanne per droga. Sarebbe stato insomma un regolamento di conti fra bande di narcotrafficanti e Ka Randy ci sarebbe finito in mezzo per caso.  Naturalmente non esiste nessuna prova convincente per questa ricostruzione, che non convince il mondo sindacale e i partiti di opposizione.

Il  presidente del National Union of Peoples Lawyers, Edre Olalia, ha infatti chiesto che l’indagine sia guidata da un’agenzia imparziale, e ha dichiarato che la polizia ha ostacolato l’indagine ritardando di 3 giorni il rilascio del corpo di Echanis.

Il portavoce del partito Anakpawis, una lista di sinistra vicina ai sindacati, giovedì ha smentito ufficialmente la polizia, dichiarando che c’era un chiaro segno di effrazione nell’appartamento del leader contadino assassinato Randall “Ka Randy” Echanis all’interno dell’appartamento, e mostrando sul suo account Twitter una foto della porta sfondata e della catena di sicurezza divelta.

Il 12 Agosto inoltre degli agenti di polizia hanno interrotto i funerali religiosi di Ka Randy, che stavano avendo luogo davanti alla agenzia di pompe funebri in cui erano custodite le spoglie.

Le persone presenti hanno dichiarato che la polizia ha costretto a tenere, ufficialmente per ragioni di sicurezza, una breve “preghiera di solidarietà” al posto della messa inizialmente autorizzata.

 

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