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Il problema è la fede cieca, qualunque essa sia.

 Il problema è la fede cieca, qualunque essa sia.     

Conversazione a St. Mary Mead su emergenza sanitaria, insipienza dei governi e follia della masse.

Jane Marple e Elspeth McGillicuddy, per Intersecta

St. Mary Mead, interno giorno. Miss Marple riceve la sua amica scozzese Elspeth McGillicuddy, che già una volta l’aiutò a risolvere un caso. Aspettando il thè delle cinque, guardano un telegiornale alla TV italiana (Zia Jane ha voluto che le installassimo un’antenna parabolica), e commentano quello che vedono.

Miss Marple: L’irritazione che mi provoca l’obbedienza cieca all’indignazione pianificata non riesco ad esprimerla, cara. Si sono adunate 1500 persone in una piazza. Un numero irrilevante ai fini di qualsiasi movimento. Era una manifestazione senza obiettivi, senza richieste specifiche e controllata in qualche modo da gruppi fascisti. Una sceneggiatura che segue sempre lo stesso copione: personaggi facilmente risibili tipo Brigliadori, “mamme” ignoranti e confuse, presunta riunificazione di istanze le più disparate tra di loro (no vax, “vegani”, fascisti, qualunquisti, no mask, etc). Ma che peso politico trainante può avere una manifestazione simile? Zero. Il peso ce l’ha perché viene usata come strumento di antagonismo (inesistente e improponibile), di leva per far sentire migliore chiunque, compresa la gente accecata da altre forme di fideismo. Quella sì con un peso mastodontico a livello socioculturale. Sono passati pochi mesi e già la popolazione “credente” si è scordata della ridicolizzazione iniziale di tutte quelle persone che avevano paura ad uscire di casa senza mascherina. Oms e sudditanza varia in coro dicevano: “non vi serve!”. Per non parlare della polemica infinita e demenziale tra provax e novax. Tra i cavalli di battaglia dei provax c’era l’efficacia dei vaccini e la loro mancanza di effetti collaterali in quanto testati per decenni e immessi sul mercato dopo lunghe e meticolose procedure mediche e burocratiche. Ora si aspettano un vaccino a breve per un virus di cui non esiste neanche un protocollo di cura condiviso a livello internazionale nonostante sia pandemico. Tanta gente dalla memoria cortissima, che magari sgrana rosari, crede all’oroscopo e alla cartomanzia, ma in questo caso specifico si sente particolarmente razionale e concreta. Quella piazza non è che non fa schifo. Fa schifo e tristezza. Ma personalmente mi suscitano questi sentimenti anche altri milioni di persone con il razionalismo a compartimenti stagni, che fa patti di fede e non di fiducia con le istituzioni. Che usano il loro drappo rosso per far infuriare con uno schiocco di dita le compagini più dedite alla sudditanza verso di loro non solo per ottenere consensi, ma anche per nascondere tutte le contraddizioni, l’inadeguatezza, l’incertezza che contraddistinguono il mondo in questo momento.  Scusami per questa  filippica, cara, ma io vedo solo fifa mal gestita e condizionata in ogni dove e zero cautela, in tutti i sensi.

Signora McGillicuddy: Io ho tanta voglia di ridere perché è stato così shockante l’avvenimento che gli stessi medici sembrano non considerare che si tratta di un coronavirus. Più che la malattia in sé mi spaventa il buco nero nella mente di tanti. Non c’è un protocollo di cure condiviso, non ci possono essere studi sugli effetti a lungo termine, e siamo tutti sclerati con una classe di virus il cui comportamento è studiatissimo. Il guaio è precedente, è stato nella semplificazione di concetti complessi. Noi conosciamo in maniera molto superficiale un concetto, quello di “influenza”, che in realtà racchiude famiglie di virus molto differenti che hanno in comune una certa velocità di modificazione propria ma effetti diversi sull’organismo.

Miss Marple: Esatto cara. Anche a seconda dei singoli organismi.

Signora McGillicuddy: Tipo, i corona virus notoriamente non rispondono al vaccino come che ne so, il morbillo. E non pigliano genericamente i polmoni. Può essere una modalità di infezione ma non necessariamente la sintomatologia. Che può andare dallo scolo al naso all’ictus.

Miss Marple: No, anzi. Addirittura possono innescarli negli organismi più fragili.

Signora McGillicuddy: Esatto, non si ragiona però. Il problema è la fede. Già gli effetti li vedo nella gestione scolastica, totalmente demente. Un secondo mega lockdown la vedo dura, ma solo perché non c’è possibilità di sopravvivere e tante persone rischierebbero la morte di inedia, che sarà anche non contagiosa ma non la prenderei sottogamba sinceramente, anche se non fa chic. La cosa più sensata da fare è evitare i posti chiusi ahimè, il più possibile.

 Miss Marple: È tutto lì, cara, è tutto lì. E indossare mascherine in luoghi chiusi e affollati tipo gli aeroporti è una pratica decennale per molti orientali, a prescindere dalle epidemie.

Signora McGillicuddy: Già… Ma è il fischio della teiera quello che sento?

Miss Marple: Certo, sono le cinque in punto, del resto. Ti faro provare un thè nero nuovo che mi ha regalato Raymond, una prelibatezza, vedrai.

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