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Sfatiamo sette miti sull’asessualità.

Per la Settimana della consapevolezza dell’asessualità, la modella e attivista aroace Yasmin Benoit risponde alla domanda “cos’è l’asessualità?” e smentisce alcuni luoghi comuni su cosa significhi essere asessuali.

Di Yasmin Benoit, da Teenvogue.com . Traduzione: Intersecta

 

Mi sono resa conto di essere asessuale nello stesso periodo in cui i miei coetanei sembravano rendersi conto che non lo erano. Una volta che gli ormoni sono entrati in azione, ho notato un interesse quasi universale per il sesso da parte delle persone intorno a me. Pensavo che il sesso fosse intrigante, ma mai così tanto da voler esprimere la mia sessualità con qualcun altro. Non avevo alcun desiderio sessuale verso altre persone, non provavo attrazione sessuale e questo non è cambiato.

Non ho saputo che c’era una parola per la mia sessualità fino all’età di 15 anni, dopo essere stata interrogata  per la milionesima volta a scuola sul mio orientamento o sulla mancanza di esso. Dopo aver fatto un po’di ricerca su Google appena sono tornata a casa, ho realizzato per la prima volta nella mia vita che potevo non essere “rotta”, che non ero l’unica nella mia condizione e che non era un difetto che in qualche modo avevo svulippato. Avevo passato l’intera mia vita da adolescente cercando di rispondere alle domande invasive delle persone senza avere il linguaggio per spiegare che ero semplicemente una ragazza asessuale.

Ma anche dopo aver trovato le parole, avevo risolto solo metà del problema. Ci viene insegnato alle elementari che diventeremo sessualmente interessati agli altri, ma mai che non essere attratti sessualmente da nessuno è un’opzione valida. Poiché non ci è stato insegnato nulla, nessun altro sapeva di cosa stavo parlando quando ho cercato di spiegare di essere asessuale.Molti non credono che l’asessualità sia reale e questo rende l’esperienza di vivere nella nostra società eteronormativa e iper-sessualizzata come persona asessuale ancora più difficile. Ho passato la mia vita a combattere idee sbagliate al riguardo e così tante altre persone asessuali. Ora, cerco di usare il mio lavoro di modella e il mio impegno come attivista per aumentare la consapevolezza e cambiare il modo in cui la nostra società percepisce l’asessualità e le persone asessuali. In questa settimana della consapevolezza asessuale, sto sfatando alcuni di quei miti sul mio orientamento. Separiamo i fatti dalla falsa narrazione:

1) Mito: le persone asessuali non hanno sessualità ✘

Realtà: l’asessualità è considerata una forma di sessualità, proprio come la bisessualità, l’eterosessualità e l’omosessualità. Spesso lo definisco come un orientamento sessuale in cui la tua sessualità non è orientata da nessuna parte, perché in realtà non è la stessa cosa che non avere sessualità o impulsi sessuali. Le persone asessuali hanno ormoni come tutti gli altri. Non è raro che le persone asessuali si masturbino e ci sono persone asessuali che fanno anche sesso per vari motivi e ne traggono piacere. Alcune persone asessuali sono romanticamente attratte dagli altri, ma non sessualmente attratte. Poiché l’asessualità è uno spettro, i modi in cui viene vissuta l’asessualità possono variare in modi diversi.

2)  Mito: l’asessualità è una scelta di vita ✘

Realtà:  questo malinteso nasce dall’idea che l’asessualità sia una scelta e non un orientamento sessuale legittimo. L’asessualità viene spesso confusa con il celibato o l’astinenza, probabilmente perché possono manifestarsi in modi simili. Nella società contemporanea, il celibato è spesso definito come astinenza sessuale, spesso per motivi religiosi. Certo, per molte persone asessuali, la loro asessualità significa che non sono interessate a fare sesso con altre persone, ma questo è il risultato del loro orientamento, non delle loro convinzioni sul comportamento sessuale. Il celibato è una scelta di vita, l’asessualità no. E l’asessualità non deve essere neanche confusa con l’essere un incel. Le persone non decidono di diventare asessuali perché non riescono a trovare partner sessuali o per altre circostanze. Non è un modo di essere di chi attraversa un “periodo di aridità”, e non è una scelta più di quanto lo sia essere gay o etero. È solo la nostra identità.

3)  Mito: l’asessualità è una malattia ✘

Realtà: l’affermazione che l’asessualità è un disturbo mentale o fisico è incredibilmente dannosa per le persone asessuali e ha portato a false diagnosi, prescrizioni di farmaci non necessari e tentativi di “convertire” le persone asessuali. Ad esempio,il disturbo dell’interesse sessuale femminile, il disturbo dell’eccitazione e il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo – che sono caratterizzati da un desiderio sessuale basso o assente – sono inclusi nel DSM-5 e sono stati ritenuti una diagnosi medica per l’asessualità. Ma la differenza è che le persone che hanno HSDD  mentre le persone asessuali no. Ma anche l’inclusione dell’HSDD come diagnosi è controversa: alcuni sostengono che le persone asessuali potrebbero provare angoscia per la loro mancanza di desiderio sessuale a causa della mancanza di accettazione nella società. La ricerca medica mostra che l’asessualità non è il risultato di una carenza ormonale, di una sindrome o di un disturbo fisico o psicologico. Non abbiamo bisogno di essere trattati o riparati.

4) Mito: le persone asessuali hanno atteggiamenti sessuofobici✘

Realtà: ci sono persone asessuali che sono disgustate dal pensiero del sesso o dal pensiero di fare sesso in prima persona. Rientro in quest’ultima categoria. Tuttavia, quella sensazione non si estende necessariamente a ciò che fanno gli altri. L’idea sbagliata che le persone asessuali siano contrarie ad altre persone che esprimono la loro sessualità e che tutte le persone asessuali non possano sopportare conversazioni sul sesso, è piuttosto alienante. Porta le persone asessuali ad essere escluse da importanti discussioni sulla sessualità. È del tutto possibile e incredibilmente comune avere atteggiamenti sessuali positivi ed essere asessuali.

5) Mito: ci sono pochissime persone asessuali ✘

Realtà: Bisogna non lasciarsi ingannare dalla nostra mancanza di visibilità e rappresentanza. Ci sono molte persone asessuali là fuori, ma molt* di noi non hanno fatto coming out, e alcun* non si sono resi conto che c’è una parola per quello che stanno vivendo a causa di quella mancanza di visibilità. Sebbene la ricerca sulla popolazione asessuale sia carente, si stima che circa l’1% della popolazione sia asessuale, ma ciò si basa su studi in cui i partecipanti hanno probabilmente saputo cosa fosse l’asessualità e sono stati abbastanza consapevoli da identificarsi in quel modo. È probabile che ci siano più persone asessuali di quante ne sappiamo, ma anche se comprendessimo solo l’1% della popolazione, si tratta comunque di decine di milioni di persone asessuali.

6) Mito: gli asessuali non hanno ancora trovato la persona giusta✘

Realtà: L’idea che le persone asessuali abbiano solo bisogno di incontrare la “persona giusta” che sbloccherà il loro desiderio sessuale e “aggiusterà” la loro asessualità è qualcosa che mi ha sempre lasciata abbastanza perplessa. È un argomento che sembra essere applicato all’asessualità più che agli altri orientamenti. Non diresti a un ragazzo etero che semplicemente “non ha ancora incontrato l’uomo giusto” come spiegazione del motivo per cui è attratto dalle donne. Mi piace pensare che la maggior parte non direbbe a un uomo gay che “non ha ancora incontrato la donna giusta “. Questo suggerisce che la nostra sessualità riflette la nostra vita sociale, che nessuno che abbiamo mai visto o incontrato ha soddisfatto i nostri standard, e quindi non abbiamo sperimentato attrazione sessuale nella misura in cui il termine “asessuale” potrebbe essere applicato.Questa ipotesi ignora e invalida tutte le persone asessuali che hanno trovato la persona “giusta”: le persone asessuali in relazioni felici, appaganti e amorevoli o che le hanno avute in passato. Perché, sì, le persone asessuali possono ancora avere relazioni sentimentali o qualsiasi altro tipo di relazione. La validità di una relazione non è e non dovrebbe essere basata su quanto sei sessualmente attratto da quella persona. Questa affermazione gioca anche nel concetto che le persone asessuali si stanno “perdendo” qualcosa e non hanno veramente scoperto il nostro intero io, che siamo incomplet* a causa delle nostre caratteristiche innate o delle nostre esperienze di vita. Neanche questo è vero.

7) Mito: Le persone asessuali appartengono a un gruppo demografico preciso ✘

Realtà: anche se la maggior parte delle persone non sa molto sull’asessualità, ha comunque un’idea abbastanza precisa di come sono le persone asessuali. Ho sentito spesso che, come donna di colore e modella, non sembro asessuale. Siamo stereotipat* come ragazzini bianchi goffi che trascorrono troppo tempo sui social media e probabilmente non sono abbastanza attraenti da trovare un partner sessuale se lo volessimo. E se siamo abbastanza attraenti, allora dovremmo attenuarlo per non “dare segnali contrastanti”. Ma non esiste un modo asessuato di apparire o vestirsi. Le persone asessuali hanno età, background, interessi, apparenze ed esperienze diverse, proprio come quelle appartenenti a qualsiasi altro orientamento sessuale. Quindi, per favore, non usare il termine “asessuale” come aggettivo per descrivere qualcuno che pensi sia sessualmente poco attraente o come un insulto, perché così facendo stai solo perpetuando questo dannoso stereotipo.

 

 

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