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La rivolta del Campidoglio rischia di innescare e fornire gli alibi a una nuova era di repressione politica.

La rivolta del Campidoglio rischia di innescare e fornire gli alibi a una nuova era di repressione politica.

Una nuova era di repressione politica è in arrivo, in un momento in cui abbiamo più bisogno di protestare. E sarà una repressione bipartisan.

di Akin Olla, per theguardian.com    Traduzione: Intersecta

Il sindaco di New York Bill de Blasio ha dichiarato oggi il coprifuoco dalle 23:00 alle 5:00, poiché delle proteste contro il razzismo, a volte violente,  agitano le comunità a livello nazionale. Dicendo di “sostenerela protesta pacifica”, De Blasio ha twittato di aver preso la decisione in consultazione con il governatore dello stato Andrew Cuomo, seguendo l’esempio di molte grandi città statunitensi che hanno istituito il coprifuoco nel tentativo di reprimere violenza e saccheggi.

Dopo il tentativo di insurrezione fascista al Campidoglio degli Stati Uniti, amministratori progressisti e liberali hanno iniziato a imitare gli appelli alla “legge e all’ordine” delle loro controparti conservatrici, arrivando persino a minacciare di condurre una “guerra al terrore”. Sebbene ciò possa essere anche ispirato da buoneintenzioni, si adatta perfettamente alla traiettoria degli attacchi contro le libertà civili negli ultimi due decenni. Un’amministrazione Biden con un Senato 50-50 o poco più cercherà l’unità e il compromesso ovunque possa trovarli, e l’oppressione dei dissidenti politici sarà il collante per tenere insieme  il governo Biden.

Una vasta gamma di attori all’interno del governo degli Stati Uniti ha da tempo previsto e ha iniziato a prepararsi per una nuova era di proteste e instabilità politica. Nel 2008 il Pentagono ha lanciato la Minerva Initiative, un programma di ricerca volto a studiare i movimenti di massa e la loro diffusione. Uno dei progetti legati a tale programma metteva insieme gli  attivisti pacifici con i “sostenitori della violenza politica” e riteneva bisognasse studiare le associazioni di attivismo insieme alle organizzazioni terroristiche attive.

E’ tutto pronto per il tentativo di Biden di unire i partiti puntando su “legge e ordine”, solo con toni leggermente diversi da quelli del suo predecessore.

Un “war game” del 2018 messo in atto dal Pentagono ha visto studenti e docenti delle università militari creare piani per schiacciare una ribellione guidata da membri disillusi della Generazione Z (persone nate fra dopo il 1996). Questa ipotetica “ZBellion” includeva una “campagna informatica globale per denunciare l’ingiustizia e la corruzione”. Una campagna che nella vita reale sarebbe senza dubbio monitorata dal programma Prism della NSA, che capta e passa al vaglio la stragrande maggioranza delle comunicazioni elettroniche negli Stati Uniti. Prism è stato sviluppato nel 2007, in parte per paura che i disastri ambientali potessero portare a un aumento della protesta anti-governativa.

Tutto ciò rafforza il già opprimente apparato di sorveglianza post 11 settembre sviluppato attraverso il Patriot Act, un atto legislativo bipartisan sostenuto all’epoca dal presidente eletto Biden.

Sebbene alcuni di questi strumenti siano stati sviluppati per “combattere il terrorismo”, in pratica sono stati utilizzati anche per monitorare e interferire con il lavoro degli attivisti, portando a violazioni delle libertà civili come l’infiltrazione di agenti sotto copertura del NYPD in gruppi di studenti musulmani degli Stati del nordest. E ogni presidente dopo l’11 settembre ha aggiunto del suo, aumentando costantemente il potere delle agenzie federali e locali di sorvegliare, detenere e perseguire coloro che sembrano rappresentare una sfida allo status quo.

Questo livello di repressione viene portato avanti anche dagli Stati. Dal 2015, 32 stati hanno approvato leggi volte a scoraggiare e punire coloro che intraprendono boicottaggi contro Israele. Molti stati hanno anche lavorato per smantellare associazioni studentesche un tempo istituzionalizzate in tutto lo stato come l’Arizona Student  Association e lo United Council of Wisconsin, in un colpo solo distruggendo l’opposizione agli aumenti delle tasse scolastiche e sradicando un importante alleato dei movimenti sociali, come Campagna per il boicottaggio e le sanzioni (BDS) contro Israele.

I repubblicani chiedono da tempo una maggiore repressione degli attivisti, ma il coro ha raggiunto un crescendo nell’era della Black Lives Matter e delle proteste per il clima

Negli ultimi cinque anni, nei singoli Stati sono state introdotte 116 proposte di legge per aumentare le sanzioni per le proteste di ogni tipo, comprese le chiusure autostradali e le occupazioni. Ventitré di questi progetti di legge sono diventati legge in 15 stati. Dopo l’uccisione di George Floyd e le successive rivolte, abbiamo assistito a un altro flusso di proposte. Ad esempio, il governatore della Florida Ron DeSantis vorrebbe rendere un crimine la semplice partecipazione a una protesta che porta a danni alla proprietà o a blocchi stradali, mentre garantisce protezione alle persone che colpiscono quegli stessi manifestanti con le loro auto. Dopo l’assalto al Campidoglio, DeSantis, un alleato di Trump, ha ampliato queste proposte con più disposizioni e conseguenze più dure. L’unica cosa che finora ha impedito l’approvazione di molte di queste leggi è stata l’opposizione dei Democratici.

Ma ora i Democratici hanno capito la musica e sono tornati ai loro appelli post 11 settembre per intensificare la “guerra al terrore”. Joe Biden ha già chiarito che intende rispondere a questo ruchiamo. Ha chiamato i rivoltosi “terroristi interni” e “insurrezionalisti”, entrambi termini usati per designare coloro le cui libertà civili lo stato è apertamente autorizzato a violare. Ha dichiarato che sarà una priorità approvare una nuova legge contro il terrorismo interno e ha nominato la possibilità di creare un nuovo incarico alla Casa Bianca per combattere gli estremisti violenti di ispirazione ideologica.

Queste mosse non devono essere prese come minacce vuote da  parte di Biden. E’ tutto pronto per il tentativo di unire i partiti attorno alla figura di un presidente gentile ma “legge e ordine”, e schiacciare efficacemente qualsiasi movimento sociale che si opponga allo status quo. Gran parte del Patriot Act stesso era basato sul disegno di legge anti-terrorismo di Biden del 1995, e Biden avrebbe continuato a lamentarsi del fatto che il Patriot Act non si fosse spinto abbastanza lontano dopo che alcune delle sue disposizioni per aumentare ulteriormente il potere della polizia di sorvegliare gli obiettivi erano state rimosse. Biden vorrà disperatamente dimostrare la sua competenza e dimostrare che non è il “codardo delle proteste”, come lo ha accusato Trump. Questo, combinato con le richieste di repressione da parte di Democratici, Repubblicani e ampi segmenti dell’opinione pubblica americana, è una tempesta perfetta per un’escalation radicale nella guerra decennale alle libertà civili e al nostro diritto di protestare, in un momento in cui ne abbiamo oltremodo bisogno.

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