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Basmanov, l’uomo che fece innamorare Ivan il terribile.

Basmanov, l’uomo che fece innamorare Ivan il terribile.

La storia non va usata per rafforzare le proprie convinzioni, va semplicemente studiata.

a cura della Redazione di Intersecta

“Era un giovane di circa vent’anni, di straordinaria bellezza, gravemente colpito da un’espressione facciale sgradevolmente sfacciata. Era vestito più preziosamente degli altri e, contrariamente alla consuetudine generale dell’epoca, portava i capelli lunghi e nella sua faccia senza barba, come in tutto il suo comportamento, si esprimeva qualcosa di incosciamente virile . Il comportamento degli altri nei suoi confronti sembrava un po ‘strano. Parlarono con lui come a una persona del loro genere e non mostrarono particolare rispetto per lui; ma quando si avvicinò a uno dei gruppi, gli opričniki separarono immediatamente e quelli che erano stati seduti sulle panchine si alzarono e gli offrirono il loro posto. Sembrava che volessero stare attenti a lui o temerlo. Quando si rese conto di Serebrjanyj e Micheitsch, li misurò con uno sguardo altero, fece un cenno agli opričniki che avevano condotto gli sconosciuti a Sloboda e sembrò indagare sul loro nome, poi sbatté di nuovo le palpebre a Serebrjanyj e sussurrò con un sorriso malizioso in silenzio qualcosa ai suoi compagni. “

Questo estratto di un famoso romanzo storio di Aleksej Tolstoj, cugino del più noto Lev, offre un vivido ritratto di Fyodor Alexeyevich Basmanov, opričnik (cioè membro dell’esercito privato dello Zar Ivan IV, che esercitava il potere politico e militare nella parte di Russia direttamente governata dallo Zar, negli anni del conflito con i boiardi), confidente, assaggiatore personale, e per alcuni anni amante dello Zar noto come Ivan il terribile.

Sì, perché l’autoritario e sanguinario Zar di tutte le Russie, religiosissimo e responsabile di massacri (per le cui vittime faceva celebrare funzioni in suffragio), spietato con i potenti boiardi e amato dai poveri contadini (che in tantissime leggende popolari lo raffigurano come sovrano buono e saggio), lucido e folle al tempo stesso, violento e incline al misticismo, che in vita sua ebbe otto mogli, non nascose mai un debole per i ragazzi belli e intelligenti, possibilmente in abiti femminili.

E il giovane Fyodor, valoroso combattente e giovane capriccioso e vanitoso, dai lineamenti delicati e lunghi capelli neri, entrò subito nel cuore dello Zar perché gli ricordava nelle fattezze l’adorata prima moglie Anastassija Romanowna Sacharjina-Jurjewa, l’unica persona in grado di mitigare i suoi eccessi dovuti alla depressione e agli attacchi di ira di cui soffriva, e che sarebbero degenerati in paranoia nel ultimi anni della sua vita.

Fyodor era il figlio di Alexei Danilowitsch, e insieme i due difesero valorosamente la città di Ryazan contro i Tatari, venendo per questo accolti a corte e entrando nelle grazie dello Zar.

Il giovane Basmanov divenne quindi confidente e amante di Ivan IV (che non aveva nessuna remora a mostrarsi in pubblico in dolci atteggiamenti con lui), e utilizzò la vicinanza allo zar per aumentare il suo potere a corte ed emarginare i rivali. Libero, disinibito, di vivace intelligenza, per alcuni anni giocò un ruolo di rilievo nella vita politica dell’Opričnina, e arrivò a diventare comandante in capo delle truppe di stanza nel sud della Russia.

Fino a quando il padre Alexei venne accusato, non si sa se a torto o a ragione, di una congiura al soldo del nemico giurato dello Zar, il re Sigismondo II di Polonia, e padre e figlio cadono in digrazia e vengono arrestati.

A questo punto la storia diventa poco certa: si narra che Fyodor, per dimostrare la sua assoluta fedeltà a Ivan il terribile sia stato spinto a uccidere con le proprie mani il padre, e che per questo ebbe salva la vita, che concluse in esilio in un monastero a Belozersk, dove morì anni dopo per malattia. Altre versioni, meno credibili, riportano che fu decapitato o addirittura impalato.

Basmanov è descritto dai testimoni contemporanei come arrogante e mitomane: amava la ricchezza, gli piaceva indossare in pubblico i gioielli e vestiti costosi che lo zar gli aveva dato. Secondo le fonti, era però anche un abile e ambizioso soldato, e ha saputo dimostrarlo più volte sul campo di battaglia. È spesso raffigurato con una corona di fiordalisi blu in testa e stivali rossi, ed è così che lo interpreta Dmitri Pissarenko nel film “Ivan il Terribile” del 1991, diretto da Gennadiy Vasilev.

Sembra strano immaginare lo Zar cristianissimo di tutte le Russie, amico personale di alcuni asceti noti come “Stolti di Cristo” e poi canonizzati dalla Chiesa Ortodossa, che si innamora ricambiato di un giovane militare, ma il nostro stupore è dovuto a un pregiudizio radicato, quello secondo cui il medioevo cristiano, a Oriente e a Occidente, sia stato un monolite storico improntato alla più rigida omofobia. Non era così.

I primi decreti apertamente omofobi vennero adottati secoli dopo dallo Zar Pietro il Grande, noto come sovrano moderno e riformatore, influenzato dall’Illuminismo.

La storia non va usata per rafforzare le proprie convinzioni, va semplicemente studiata.

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